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Sabato 06 Marzo 2010 19:29 |
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PDL SICILIA - MILENA
SPETT.LE
Signor Sindaco del Comune di Milena
Dott. Giuseppe Vitellaro
Oggetto: Dimissioni dalla carica assessoriale. Uscita dalla maggioranza dei rappresentanti del Pdl-Sicilia.
In ottemperanza alla decisione del Coordinamento Cittadino del Pdl-Sicilia, condivisa dal Coordinamento Provinciale, il sottoscritto rag. Giuseppe Buttaci, assessore comunale della giunta da lei presieduta, in seguito a tutta una serie, protrattasi per troppo tempo, di scelte politiche e di fatti subiti e non condivisi, ufficialmente le comunica di rassegnare le proprie dimissioni dalla carica assessoriale e, contemporaneamente, si fa portavoce della decisione che da questo momento in poi ogni appartenente al Pdl-Sicilia non farà più parte della maggioranza che ha vinto le ultime elezioni comunali.
La nostra scelta non è avventata ma meditata e conclusiva della fine di un rapporto politico che da tempo si è andato deteriorando. In precedenza avevamo già dato a lei e agli altri rappresentanti della maggioranza un forte segnale politico di dissenso dal modo di amministrare quando avevamo costituito un gruppo consiliare diverso pur restando all’interno della maggioranza. Di tale scelta avevamo spiegato i motivi, essenzialmente riconducibili al mancato rispetto del programma, alla mancanza di collegialità nelle scelte importanti, allo scollamento con il consiglio comunale chiamato a ratificare scelte già prese in sede diversa e senza il coinvolgimento reale e concreto della nostra forza politica. Abbiamo, comunque, continuato con serietà a restare a lavorare prefiggendoci il solo obbiettivo di realizzare il programma e agire nell’interesse esclusivo della cittadinanza.
E avremmo continuato pur sapendo che quando si amministra insieme con altri partiti può capitare qualche momento di crisi e difficoltà, convinti che sono sempre superabili quando si ha l'onestà intellettuale e la buona volontà. Ma quanto è avvenuto in questi ultimi giorni ci ha portato alla decisione chiara di interrompere ogni rapporto con la la giunta da lei presieduta e alcuni componenti del consiglio comunale che hanno calpestato la nostra dignità e quella dello stesso Consiglio comunale, organo politico che non è stato inspiegabilmente e ingiustificatamente informato e coinvolto nelle manifestazioni ufficiali per la legalità e di contrasto alla mafia sia in sede locale che provinciale.
La suddetta linea di isolamento e avversione per il nostro partito è continuata anche recentemente. Come lei certamente sa, il Presidente del Consiglio Provinciale, Dott. Michele Mancuso, è intervenuto per censurare le parole in libertà rilasciate dall’assessore comunale ai servizi sociali e per invitare l’amministrazione comunale da lei presieduta ad un maggiore impegno sul fronte antimafia. Invece di venire apprezzato, è stato fatto oggetto di critiche e contestazioni assurde e ingiustificate da parte di esponenti che fanno riferimento alla giunta e al consiglio dell'A.C.
Come lei certamente sa, le affermazioni del Presidente Mancuso universalmente apprezzate, sono state contestate e infangate dai legali rappresentanti di alcuni partiti che sostengono l’amministrazione comunale, il riferimento è al Mpa, all'IdV e al Pdci ai quali risulterebbe sospetto il chiaro testo per la legalità e di contrasto al fenomeno estorsivo scritto dal Presidente Mancuso che si è schierato dalla parte delle vittime a differenza di tanti altri e da lei stesso che non hanno saputo spendere per loro una parola.
Ma vi è di più. Abbiamo assistito pure al vile tentativo, servendosi della stampa, di collegare la sua dichiarazione coraggiosa e impegnata al mancato reintegro di un LSU scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare in carcere, implicato nel processo Uragano, cercando di accreditare la falsa tesi che il ritardo dell’assunzione sarebbe potuto essere riconducibile all’intervento di Mancuso.
Una situazione poco chiara e suscettibile di azioni riprovevoli che andava chiarita immediatamente. Invece gli attacchi ingiustificati al nostro più illustre rappresentante e ad altri rappresentanti del Pdl-Sicilia hanno avvelenato maggiormente il clima politico locale. Ci aspettavamo l’intervento delle persone più moderate e responsabili. Invece, da loro solo silenzio. E nel silenzio generale quello più assordante è stato ed è il suo.
Proprio in considerazione del suo persistente silenzio nei fatti più importanti della vita politica del paese e ora anche nei nostri confronti, che suona come tacito assenso nei confronti di chi vergognosamente ci accusa persino di sciacallaggio, abbiamo serenamente preso la decisione definitiva che le stiamo comunicando, certi che il popolo di Milena, unico nostro punto di riferimento e giudice, saprà capire la fondatezza dei nostri motivi e da che parte stia la verità.
Rammaricati e dispiaciuti, prendiamo atto del fallimento del progetto politico della Lista “Insieme per il Cambiamento”, sostenuta dalla maggioranza dei cittadini di Milena, i quali hanno chiesto, desiderato e sperato, appunto, quel cambiamento che non è mai arrivato, certamente non per colpa del PDL Sicilia di Milena.
Lasciamo questa giunta senza rimpianti perché non occupavamo le poltrone per il potere e vanteria ma per spirito di servizio al paese. Restiamo invece nel Consiglio Comunale da indipendenti per potere continuare a proporre e approvare ogni provvedimento che avrà il solo scopo di perseguire il bene comune della nostra città.
Distinti saluti.
Milena, 05 marzo 2010
Rag. Giuseppe Buttaci
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Martedì 09 Marzo 2010 18:33 |
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Le tre scimmiette sono rappresentate in una cornice di legno nel santuario di Toshogu a Nikko. Le tre scimmiette si tappano con le mani rispettivamente gli occhi, le orecchie e la bocca. I loro nomi sono “mizaru”, “kikazaru” e “iwazaru” e significano rispettivamente “non vedere il male”, “non sentire il male” e “non parlare del male”.

E' questo atteggiamento, dettato a volte dalla volontà di non vedere, di non sentire, di non parlare, a volte dalla paura, a volte dall'ignavia, che impedisce ad una comunità di progredire. Leggi 0 Commenti... >> |
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Martedì 09 Marzo 2010 12:50 |
Esprimiamo la nostra più ferma condanna nei confronti di chi si rende autore di atti criminosi come quelli perpretati a danno della sede del CAI di Milena. Al tempo stesso manifestiamo la nostra solidarietà nei confronti di tutto il personale che lavora ed opera nella struttura. Leggi 0 Commenti... >> |
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Martedì 02 Marzo 2010 17:04 |
Apprendiamo da "La Sicilia" del 2 marzo 2010 che il Circolo della Legalità MPA di Milena, di cui si ignorava l’esistenza ed il cui coordinatore sarebbe il dott. Alfredo Zoda, alla presenza dell'Assessore Provinciale Gianluca Miccichè, ha rivolto un duro attacco al Presidente del Consiglio Provinciale Michele Mancuso, che è stato accusato di fare "sciacallaggio politico".
Questa è un’accusa infondata, come dimostreremo subito, che rispediamo al mittente.
Poichè i temi sollevati sono molto delicati ed investono l'esistenza stessa dei valori su cui si fonda la società civile e le stesse istituzioni, riteniamo doveroso per rispetto dei cittadini precisare quanto segue, ricordando in breve i fatti.
Sul periodico regionale "S" l'Assessore comunale GIUSEPPE INGRAO, esponente dell'MPA, dichiarava: “MILENA NON E' IL PAESE MAFIOSO CHE DESCRIVONO LA STAMPA O I NUMERI CHE ESCONO DAI TRIBUNALI. Qui di soldi ne girano pochi, non pensate lontanamente che la presunta mafia di questo paese sia simile alla Mafia spa di cui si sente parlare in televisione. Qui non potrebbero esistere le cifre che ci raccontano i tg quando parlano di confische di beni ai boss. Ne sono certo, vivo a Milena da sempre".
A queste dichiarazioni SUPERFICIALI, SPROVVEDUTE, AMBIGUE, PERICOLOSE, INDEGNE DI UN RAPPRESENTANTE DEL POPOLO, ha replicato Michele Mancuso: "Milena è un paese che è stato colpito dalla mafia. Milena è un paese dove decine di commercianti e imprenditori hanno pagato il prezzo della delinquenza. Milena è un paese che non merita di essere rappresentato da chi non ha il coraggio di dire che la mafia esiste. Milena é un paese dove la gente si é ribellata alla mafia. Come si può negare il lavoro svolto da magistrati che oggi sono minacciati di morte? ...Come carica istituzionale e come rappresentante del Pdl Sicilia in questa Provincia diffido di chiunque *non prenda posizioni chiare nei confronti di chi continua inesorabilmente a negare un futuro pulito e sereno ai nostri giovani. Non si può accettare, anche a costo della vita, di essere rappresentati da chi dubita dell’esistenza della mafia. Essa esiste e va lottata ogni giorno".
L'indomani sul giornale "La Sicilia" usciva un articolo riportante le stesse dichiarazioni contenute nel periodico regionale "S", integrate da un’aggiunta quelle del sindaco, confermate interamente quelle del vice sindaco, ad eccezione di quelle dell'Assessore Ingrao del tutto diverse da quanto dichiarato in precedenza.
Ma il fatto più grave era il tentativo strumentale di fare passare attraverso la stampa, oltre che con le solite "voci messe in giro apposta", l'idea che la polemica riguardasse l'opportunità di reintegrare o meno un LSU, attribuendo a Mancuso volontà e intenzioni non veritiere e fuorvianti. La netta presa di posizione di Mancuso, per chi ha l’animo sgombro da pregiudizi e per chi non ha la coda di paglia, era rivolta all'ingiustificabile presa di posizione dell'Assessore Ingrao ed era tesa in maniera forte nel richiamare ad un maggiore senso di responsabilità e avvedutezza di fronte a certi argomenti. Strumentalizzare la vicenda e confinarla al reintegro di un LSU, è un'operazione mistificatoria che il PDL Sicilia condanna duramente.
Lo sciacallaggio politico in atto non è quindi il nostro, non ci appartiene. Il clima è torbido. Non aiuta a chiarificarlo il silenzio assordante del sindaco che non interviene sulla vicenda come non è intervenuto su altri importanti temi.
Spiace dirlo ma nessuna parola è stata spesa da parte del Primo Cittadino a favore delle vittime della mafia di Milena che, invece, si è limitato ad affrontare solo ed esclusivamente il problema del reintegro di un LSU. Riteniamo gravissimo che l'esponente di una comunità, piuttosto che richiamare il proprio Assessore, gli consenta direttamente e indirettamente una campagna denigratoria nei confronti del Presidente del Consiglio Provinciale, colpevole di essersi schierato senza se e senza ma contro la mafia.
Colpisce la critica infondata e strumentale portata avanti da personaggi forestieri, il Dott. Alfredo Zoda e l'Assessore Provinciale Gianluca Miccichè, che di Milena non sanno un bel nulla e che travisano la realtà per i loro obiettivi politici di bottega. Il vero “sciacallaggio politico” è portato avanti da certi politici i quali, piuttosto che rimediare agli errori ed associarsi alle dichiarazioni di Mancuso, che non possono non essere condivise da chi rappresenta una comunità, portano avanti la più squallida delle strumentalizzazioni. Il PDL Sicilia di Milena è vicino al Presidente Michele Mancuso e lo invita ad andare avanti, con la consapevolezza di avere dalla sua parte, prima di tutto la ragione, poi i suoi amici e compagni di partito ed infine i cittadini di Milena, i quali conoscono la differenza che passa tra il suo modo di fare politica e quello di altri personaggi che pretendono, con arroganza e astuzia, di rappresentare il popolo di Milena.
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Domenica 21 Febbraio 2010 20:38 |
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IL PDL SICILIA DI MILENA SI ASSOCIA ALLA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE, DOTT. MICHELE MANCUSO, CHE RIPORTIAMO INTEGRALMENTE DI SEGUITO.
IL PDL SICILIA DI MILENA HA SCELTO DA TEMPO DA CHE PARTE STARE E CONTINUERA' A FARLO, COSTI QUEL CHE COSTI (POLTRONE COMPRESE).
LA DICHIARAZIONE SI RIFERISCE AL CONTENUTO DELL'ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA "S IL MAGAZINE CHE GUARDA DENTRO LA CRONACA", USCITO NELLE EDICOLE SICILIANE SABATO 20 FEBBRAIO 2010. POTETE LEGGERE L'ARTICOLO CLICCANDO QUI.
"Milena è un paese che è stato colpito dalla mafia. Milena è un paese dove decine di commercianti e imprenditori hanno pagato il prezzo della delinquenza. Milena è un paese che non merita di essere rappresentato da chi non ha il coraggio di dire che la mafia esiste. Milena é un paese dove la gente si é ribellata alla mafia. Come si può negare il lavoro svolto da magistrati che oggi sono minacciati di morte? La politica svolga il suo ruolo e, prima delle apparenze, mostri con i fatti la vera volontà. Come carica istituzionale e come rappresentante del Pdl Sicilia in questa Provincia diffido di chiunque non prenda posizioni chiare nei confronti di chi continua inesorabilmente a negare un futuro pulito e sereno ai nostri giovani. Non si può accettare, anche a costo della vita, di essere rappresentati da chi dubita dell’esistenza della mafia. Essa esiste e va lottata ogni giorno."
Dott. Michele Mancuso Presidente del Consiglio Provinciale di Caltanissetta
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Sabato 20 Febbraio 2010 14:13 |
Il Presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta Mancuso eletto dalla Consulta all'Assemblea dell'Urps.
Il presidente del Consiglio della Provincia regionale di Caltanissetta, Michele Mancuso, è stato eletto dalla Consulta dei presidenti dei consigli provinciali loro rappresentante nell’Assemblea dell’Urps.
La designazione è avvenuta nel corso della riunione della Consulta, coordinata dal direttore Michele Mongiovì.
Il presidente Mancuso è stato eletto anche coordinatore della Consulta.
Al Nostro Presidente porgiamo i migliori auguri di buon lavoro.
VISITA IL SITO DELL'UNIONE REGIONALE PROVINCE SICILIANE. Leggi 0 Commenti... >> |
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Sabato 20 Febbraio 2010 14:01 |
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Vi proponiamo due articoli usciti sul blog di Gianfranco Miccichè in merito ad una ricostruzione portata avanti da un giornalista de "La Repubblica" e Vi invitiamo a visitare il blog http://www.gianfrancomicciche.net/ e a lasciare un Vostro commento.
SCOMMETTIAMO CHE È TUTTO FALSO?

Come preannunciato, torno sull’infamante e infame articolo, pubblicato da Repubblica due giorni fa. La mia insistenza ha una semplicissima ragione: il mio desiderio e diritto di difesa non è stato ancora del tutto soddisfatto.
Dopo quell’articolo, avevo dato mandato ai miei avvocati di querelare il quotidiano. Ma è subito scattata la telefonatina riparatoriaun’intervista che mi desse la possibilità di replicare. Mi sono fidato (ho questo maledetto vizio). e la rassicurazione che l’indomani (ieri) avrebbero pubblicato
Ieri è apparso tra le pagine di Repubblica l’articolo di “riparazione”, ma assolutamente inadeguato, dal momento che all’articolo infame era stato riservato uno spazio di gran lunga maggiore rispetto al piccolo riquadro, in taglio basso, riservato alla mia replica (anche la grandezza delle due foto nei due articoli era ovviamente diversa)
Nel diritto penale c’è un principio fondamentale che condivido in pieno, quello della legittima difesa, in virtù del quale la difesa è legittima, solo se l’azione in cui essa si concreta sia proporzionata all’offesa ricevuta: ebbene, qui è successo l’esatto contrario, qui abbiamo un’offesa ancora troppo spoporzionata rispetto alla difesa!
E allora difendiamoci, allora mi difendo, questa volta però contrattaccando, sfidando frontalmente il giornalista che ha firmato quel pezzo.
Gli voglio lanciare una scommessa! E vorrei che facesse la stessa cosa chi, tra di voi, bloggers, si ritenga leso nel diritto ad una giusta e corretta informazione. Scommettete assieme a me (fidatevi: è un vizio maledetto, che talvolta, però, può anche darti delle soddisfazioni).
Signor Berizzi, scommettiamo che è tutto falso? Vuole scommettere? Coraggio, le sto dando un’occasione d’oro per arrotondare il suo stipendio, per vincere soldi facili … tanto lei è sicuro di aver scritto la verità, no? Scommettiamo! Scommettiamo, per esempio, che io non sono mai stato in questo albergo catanese e che non ho mai chiesto sconti a nessuno e per nessuno.
Facciamo così: mi porti un solo documento, un’intercettazione, una carta, qualcosa che, al di là dei sentito dire, delle illazioni, delle ricostruzioni e delle congetture, comprovi che io abbia telefonato a qualcuno di questo hotel per chiedere sconti o che io sia stato lì, anche solo una notte, anche solo di passaggio. Forza, signor Berizzi, scommetta con me e con quanti da questo blog vorranno lanciarle la mia stessa scommessa: pensi a quanti soldi potrà fare … del resto, corrispondendo al vero tutto ciò che lei ha scritto, è un vincita facile, sono soldi che può già sentirsi in tasca, no? Scommettiamo!
Io scommetto mille euro. Sono certo che in tanti mi seguiranno.
ACCETTA LA NOSTRA SCOMMESSA?
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Martedì 26 Gennaio 2010 18:07 |
Su Facebook in pochissimo tempo il gruppo IO STO CON IL GIUDICE TONA ha visto l'adesione di circa 1500 persone che hanno voluto far sentire la loro voce contro la mafia. Alla reazione della società civile il Dott. Giovanbattista Tona ha risposto con un breve messaggio di ringraziamento che riportiamo qui di seguito.
"Sono stupito ed emozionato per il numero sempre crescente di persone che idealmente si propongono di difendermi dai rischi che derivano dal mio lavoro. Le bellissime parole che da tanti sono state spese su di me le ho accolte con commozione senza sapere se le merito davvero; esse mi dimostrano comunque di quanto affetto possono essere capaci vecchi e nuovi amici, che si uniscono nella rete accomunati dalla loro grande sensibilità e dalla voglia di un mondo migliore. Ho trovato tra voi gente che magari su tante cose la pensa in modo diverso, ma che evidentemente crede nella responsabilità e nella democrazia. E soprattutto che non è disposta a concedere nulla alle pretese di sopraffazione delle organizzazioni criminali. Tanti anni di lavoro ho svolto a Caltanissetta con entusiasmo, con fatica, senza onori nè riflettori. Ma ora nessuno potrà più permettersi di chiedermi: “chi te lo ha fatto fare?”. Giovanbattista Tonahttp://www.facebook.com/group.php?gid=261105127217&ref=mf Leggi 0 Commenti... >> |
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